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Parte della nostra giornata

corpo musica..la passiamo camminando, ma è una camminata automatica, invece essere in quella camminata in Biodanza non era più una cosa meccanica, ma un qualcosa che coinvolgeva la tua persona e allora anche la cosa più semplice in apparenza portava le sue difficoltà; la difficoltà di sentirsi, di rispettare i propri tempi e di integrarsi con quelli che ci circondano, di usare lo spazio in modo armonioso per la persona…

 

La scoperta più emozionante è stata scoprire quanti ritmi c’erano dentro di me che non avevo mai ascoltato e neppure mai usato fino ad allora, ogni giorno è una scoperta e ogni giorno si rinnova il piacere di godere di ogni possibilità che possediamo dentro di noi…

Al sesto mese di gestazione, l’organo dell’udito è interamente sviluppato. Da questo momento il feto sente i suoni trasmessi dal liquido amniotico e reagisce agli stimoli sonori in modo autonomo. In modo particolare l’embrione sente la voce di sua madre e si è scoperto, attraverso varie ricerche, che già dal quinto mese la voce della madre viene percepita in tutta la sua risonanza e che in qualche modo i suoni hanno influenza sul ritmo cardiaco. Allora la vita prenatale non è solo sensibile agli stimoli sonori, ma addirittura li elabora e li memorizza.
Questo allora ci suggerisce che noi nasciamo con un patrimonio sonoro che abbiamo acquisito nei nove mesi di gestazione. Tomatis sostiene: ‘Sentire è un atto fisiologico; ascoltare, un atto psicologico. È l’ascolto che fa l’uomo, pensiero e ascolto non si dissociano’.

Esiste perciò nel nostro ascolto una parte fisiologica che è l’atto di sentire e questo ha influenza sul nostro essere anche quando non ascoltiamo. Infatti è provato che il suono influisce su di noi anche in uno stato di non ascolto, perché il movimento vibratorio entra attraverso una serie di processi fisiologici dentro di noi ed evoca piacere o fastidio senza che noi ne abbiamo coscienza…
L’influenza della melodia sul nostro apparato fisiologico si nota in modo evidente sul neonato dove si evidenziano due bisogni essenziali: il latte e la voce della propria madre.
L’istinto materno associa da sempre il canto al dondolio delle culle …una ‘ninna nanna’ avrà un’influenza sull’apparato veglia-sonno, un ‘girotondo’ sull’apparato motorio, sul senso dello spazio e la verticalità, ‘la bella lavanderina’ inserisce oltre al movimento imitativo anche la capacità di relazione con l’altro.”

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